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Lee Carsley, il ct dell'Inghilterra che non vuole cantare "God save the King". Ira della stampa: «È irrispettoso»

1 settimana fa 3
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È l'allenatore ad interim dell'Inghilterra, ma non intende cantare l'inno nazionale. Lee Carsley ha dichiarato che stasera, prima del match di Uefa Nations League contro l'Irlanda, terrà la bocca chiusa quando risunoerà "God save the king". Il tecnico, scelto come traghettatore dopo l'addio di Gareth Southgate, ha ribadito di preferire concentrarsi sulla tattica nei minuti immediatamente precedenti al fischio d'inizio. Carsley, nato a Birmingham ma con origini irlandesi, l'inno inglese non lo ha mai cantato. Da giocatore, infatti, ha militato per la Repubblica d'Irlanda, ma non lo ha mai fatto neanche da allenatore dell'Inghilterra Under 21.

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La vicenda

Il motivo, secondo Carsley, è sportivo: «È una cosa che mi ha sempre messo in difficoltà quando giocavo con l'Irlanda», ha detto. «Sono sempre stato molto concentrato sulla partita e sulle prime azioni di gioco.

Sono momenti in cui la mia mente non puo' essere distratta. Rispetto pienamente entrambi gli inni e capisco quanto significhino per entrambi i Paesi. È una cosa che rispetto molto», ha detto.

La giustificazione non ha convinto la stampa inglese: secondo il Telegraph, infatti, non cantare l'inno è «un ostacolo nel suo ruolo di nuovo allenatore candidato per l'Inghilterra. Ci si chiede se sia in grado di sopportare psicologicamente i doveri, l'attenzione e la pressione aggiuntivi», si domanda il giornale. Per il Telegraph «non cantare l'inno è irrispettoso se vuole essere l'uomo che guida la nazionale inglese. È una cosa che fa parte del territorio, in una posizione che - a torto o a ragione - sembra essere al pari del Primo Ministro quando si tratta di importanza nazionale. Un inno è visto come una dimostrazione di unità, lealtà e appartenenza. Può instillare orgoglio e può segnare il rispetto. Carsley potrebbe vederla come una distrazione, ma lui è il manager dell'Inghilterra». Secondo il Guardian, però, la nazionale dei tre leoni «ha problemi di identità - quelli di campo -più urgenti».

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